Acitrezza e i basalti colonnari: dove l’Etna è cominciato

Ci sono luoghi in cui la storia dell’Etna si legge senza salire in quota. Uno di questi è Acitrezza, borgo di pescatori affacciato sulla costa ionica a pochi chilometri da Catania, dove il mare ha messo a nudo le rocce più antiche del vulcano. Qui i basalti colonnari emergono dall’acqua come canne d’organo di pietra scura, e i celebri faraglioni dei Ciclopi completano uno scenario in cui geologia e mitologia si sovrappongono.

In questo articolo vediamo come si sono formati i basalti colonnari di Acitrezza, dove osservarli, che cosa sono i pillow lava e perché proprio da questo tratto di costa è cominciata la lunghissima storia eruttiva dell’Etna.

Acitrezza: dove tutto è cominciato

Acitrezza si trova ai piedi dell’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa, e la sua geologia è indissolubilmente legata a quella del vulcano. Circa 500.000 anni fa, però, l’Etna come lo conosciamo non esisteva ancora: al suo posto c’era il mare. Le prime manifestazioni eruttive furono eruzioni sottomarine, avvenute lungo fratture aperte sul fondale, e sono proprio quelle rocce — poi sollevate e portate alla luce — che oggi affiorano lungo la costa di Acitrezza e Acicastello.

È per questo che questo tratto di litorale viene spesso definito il “luogo dove tutto è cominciato”: non un semplice belvedere sul mare, ma il capitolo iniziale della biografia dell’Etna, scritto in pietra.

Il Faraglione Grande di Acitrezza visto dall'alto, con le colonnate di basalto e la costa sullo sfondo
Il Faraglione Grande di Acitrezza: le colonne di basalto sono visibili lungo tutto il fianco della roccia, sopra la secca sommersa.

I basalti colonnari: come nascono le “canne d’organo” di pietra

I basalti colonnari sono una delle meraviglie naturali più affascinanti della Sicilia orientale. Si formano quando una massa di lava si raffredda lentamente e, contraendosi, si fessura secondo geometrie regolari: il risultato sono colonne dalla sezione poligonale, spesso esagonale, affiancate le une alle altre come fasci di canne d’organo.

Ad Acitrezza queste colonne non sono un dettaglio ornamentale del paesaggio: rappresentano il condotto di alimentazione dell’eruzione sottomarina, cioè la via lungo la quale il magma proveniente dal mantello è risalito attraversando la frattura apertasi sul fondale marino. Osservarle significa guardare dentro l'”impianto idraulico” del vulcano, di norma invisibile perché sepolto sotto centinaia di metri di roccia.

I basalti colonnari di Acitrezza visti da vicino: la fessurazione regolare nata dal raffreddamento della lava.

I basalti verticali

Le colonne verticali si osservano in tre punti principali: a Nord-Est del Faraglione Grande, dove raggiungono un’altezza considerevole; nel porto vecchio di Acitrezza; e nel settore a Sud dell’Isola Lachea.

Nel porto vecchio, in particolare, si vede qualcosa di insolito: dal lungomare si distinguono soltanto le testate delle colonne, perché i basalti non sono ancora emersi del tutto. Quella zona è un condotto di alimentazione che il bradisismo — il lento sollevamento e abbassamento del suolo — e l’erosione marina hanno progressivamente riportato alla luce, sezionandolo dall’alto.

Le testate dei basalti colonnari affioranti nel porto vecchio di Acitrezza, con il paese sullo sfondo
Le testate dei basalti colonnari nel porto vecchio di Acitrezza: le colonne sono sezionate dall’alto e affiorano appena, come un selciato di pietra vulcanica.

I basalti orizzontali

Le colonne possono anche disporsi in orizzontale, quando la direzione di raffreddamento cambia. Formazioni di questo tipo si trovano poco più a sud, lungo il lungomare di Acicastello e nell’area a ridosso del castello normanno, costruito proprio su una rupe di roccia vulcanica sottomarina.

Non è l’unico caso in Sicilia: un’altra celebre formazione di basalti colonnari orizzontali si trova alle Gole dell’Alcantara, sito di grande interesse geologico di cui parleremo in un prossimo articolo.

Basalti colonnari e pillow lava: due facce della stessa eruzione

Basalti colonnari e pillow lava (lave a cuscino) raccontano due momenti della stessa eruzione sottomarina. I primi costituiscono il condotto di risalita; i secondi si formano in cima ad esso, quando la lava esce a contatto con l’acqua e si raffredda di colpo, solidificandosi in masse arrotondate simili a cuscini sovrapposti.

Nel territorio di Acitrezza, però, sulle testate dei basalti colonnari i pillow mancano: la forza demolitrice del mare li ha asportati nel tempo. Si conservano invece nelle zone che hanno resistito meglio all’abrasione marina, dove è ancora possibile leggere la sequenza completa — condotto sotto, cuscini sopra.

Acitrezza tra Verga e l’Odissea

Acitrezza non è però solo un sito geologico. È anche uno dei luoghi più densi di memoria letteraria della Sicilia: qui Giovanni Verga ambientò I Malavoglia, e il borgo ha conservato l’atmosfera autentica di paese di pescatori che il romanzo racconta, tra barche tirate in secca, reti stese al sole e una vita scandita dal mare.

Ancora più antico è il legame con l’Odissea. Le isole e gli scogli al largo della costa — le Isole dei Ciclopi — sono tradizionalmente identificati con i massi che Polifemo, accecato, scagliò contro la nave di Ulisse in fuga. È uno degli episodi più celebri del poema omerico, e ha consegnato ad Acitrezza un posto stabile nella geografia mitologica del Mediterraneo.

Geologia e mito, qui, dicono la stessa cosa con parole diverse: questi scogli non sono sempre stati lì, sono arrivati dal profondo. La scienza li chiama basalti sottomarini, la leggenda li chiama massi di un gigante.

Il Faraglione Grande di Acitrezza in controluce, visto dalla scogliera
Il profilo del Faraglione Grande in controluce: la sagoma che la tradizione identifica con i massi scagliati da Polifemo.

Cosa vedere ad Acitrezza in mezza giornata

  • Il lungomare e il porto vecchio. Il punto migliore per osservare le testate dei basalti colonnari ancora parzialmente sommersi.
  • I faraglioni e l’Isola Lachea. Il fronte roccioso a Nord-Est del Faraglione Grande mostra le colonne verticali nella loro massima altezza.
  • Acicastello. Pochi minuti più a sud, il castello normanno su rupe lavica e i basalti orizzontali del lungomare completano il quadro.
  • La luce giusta. Prima mattina o tardo pomeriggio: la luce radente esalta la geometria delle colonne e rende molto più leggibile la fessurazione.

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Acitrezza è il punto di partenza ideale per capire l’Etna: dalle sue rocce sottomarine fino ai crateri sommitali a oltre 3.300 metri, il vulcano racconta mezzo milione di anni di storia. Scopri le escursioni di EtnaHiker e vivi il vulcano accompagnato da guide vulcanologiche autorizzate, che trasformano ogni tappa in un racconto della terra che stai calpestando.

Se vuoi proseguire il viaggio verso l’alto, leggi anche il nostro approfondimento sui crateri sommitali dell’Etna.

Domande frequenti su Acitrezza e i basalti colonnari

Che cosa sono i basalti colonnari di Acitrezza?

Sono colonne di roccia lavica dalla sezione poligonale, nate dal raffreddamento e dalla contrazione della lava durante un’antica eruzione sottomarina. Costituiscono il condotto di alimentazione lungo cui il magma è risalito dal fondale marino.

Quanti anni hanno le rocce di Acitrezza?

Risalgono a circa 500.000 anni fa, alla fase sottomarina iniziale dell’attività vulcanica da cui si è poi sviluppato l’Etna.

Dove si vedono i basalti colonnari ad Acitrezza?

Le colonne verticali si osservano a Nord-Est del Faraglione Grande, nel porto vecchio di Acitrezza e a Sud dell’Isola Lachea. Le formazioni orizzontali si trovano lungo il lungomare di Acicastello, vicino al castello.

Che differenza c’è tra basalti colonnari e pillow lava?

I basalti colonnari rappresentano il condotto di risalita del magma, mentre i pillow lava si formano in cima ad esso, quando la lava esce a contatto con l’acqua e si raffredda rapidamente assumendo forme arrotondate. Ad Acitrezza i pillow sulle testate sono stati asportati dall’erosione marina.

Perché Acitrezza è legata all’Odissea?

Perché le Isole dei Ciclopi, al largo della costa, sono tradizionalmente identificate con i massi che Polifemo scagliò contro la nave di Ulisse dopo essere stato accecato, secondo l’episodio narrato nell’Odissea.

Ci sono altri basalti colonnari in Sicilia?

Sì. La formazione più nota, oltre a quella di Acitrezza e Acicastello, è quella delle Gole dell’Alcantara, dove le colonne si presentano in gran parte in disposizione orizzontale.